Secondo la tradizione,
le antiche popolazioni etrusche che vivevano nei villaggi dell'alto Lazio, intorno all'attuale Viterbo, venivano chiamate i Tusci. La loro raffinata civiltà è testimoniata da preziosi reperti archeologici ed estese necropoli.
Tuscia Viterbese è il nome letterario e turistico di questa provincia a nord di Roma, nel cuore dell'Italia, tra Umbria, Toscana e mar Tirreno.
I paesi che ne fanno parte, depositari di secolari storie e leggende, s'appostano quasi sempre su primitivi insediamenti strategici, segnalati da inconfondibili tracce di rocche e castelli. 

 BAGNOREGIO


Piazza S. Agostino con il monumento a S. Bonaventura
e Chiesa dell'Annunziata

Patria di San Bonaventura (1217-1274) e dello scrittore Bonaventura Tecchi (1896-1968), Bagnoregio sorge sul versante nord orientale del Viterbese, dove la vegetazione dei Volsini lascia il posto a formazioni calcaree di elevato interesse geologico: i calanchi di argilla. La loro instabilità ha causato nei secoli passati frane smottamenti che hanno costretto gli abitanti ad abbandonare la zona di Civita e a trasferirsi sulla più solida rupe tufacea dove oggi sorge gran parte del paese. Vi si accede tramite Porta Albana, di impronta vignolesca. La cattedrale di San Nicola, custodisce il reliquiario in argento del Santo Braccio di San Bonaventura.
Poco oltre la cattedrale vi è attratto la ripida scala del palazzo Comunale sottostante ad un campaniletto a vela. Sono notevoli, inoltre, il palazzo De Dominici-De Azevedo e la chiesa di Sant' Agostino (o dell' Annunziata) dove vi sono resti di affreschi quattro-cinquecenteschi e un crocifisso ligneo risalente all'XI sec. Dal Belvedere, al termine della via, si apre uno stupendo panorama di Civita.

CIVITA DI BAGNOREGIO
"la città che muore"

Borgo arroccato su un colle tufaceo nel mezzo di una vallata di argille franose, a poco meno di un chilometro da Bagnoregio. Abbandonato in seguito a frane e terremoti. Vi si accede oltrepassato un ponte pedonale, attraverso la medievale Porta di Santa Maria. La via centrale, che segue il tracciato dell'antico decumano, immette nella piazzetta principale. La chiesa di San Donato, affiancata dal campanile, fu eretta nel secolo VII su un preesistente tempio pagano e ricostruita nel XI secolo; l'attuale facciata risale al Seicento. Nell'interno è venerato un crocifisso ligneo di scuola donatelliana che il Venerdì Santo viene portato in processione per le vie di Bagnoregio. Dal cortile dell'ex episcopio, con capitelli romani dell'epoca augustea e vari cippi funebri, si sale alla vecchia cappella che conserva un affresco di scuola umbra. Viuzze e piazzette e un silenzio quasi religioso.

VITERBO

Il Palazzo Papale e la Cattedrale. Antico fulcro politico e religioso di Viterbo, piazza San Lorenzo raccoglie, nel colore scuro conferitole dal tufo e dal peperino dei suoi palazzi, le due testimonianze più significative dell'architettura e della storia della città. La Cattedrale fu edificata nel XII secolo in un luogo probabilmente occupato in età romana dal Tempio di Ercole. Attualmente la basilica si presenta con una facciata di gusto rinascimentale completata nel 1570, in sostituzione di quella originale di foggia romanica; è affiancata dall'imponente campanile trecentesco, di gusto senese, adornato da quattro piani di doppie bifore gotiche sovrastate da fasce alternate di peperino e travertino, e da una cuspide ottagonale.
Esempio più caratteristico del gotico viterbese, il Palazzo dei Papi, eretto nel 1255-66. Coronato da merli e aperto da bifore, il palazzo ospitò i papi - e diversi antipapi - per quasi tutto il Trecento: qui morì, travolto dal crollo della sua camera da letto, il coltissimo Giovanni XXI, qui si tennero numerosi conclavi tra i quali il primo celebre, estenuante conclave che elesse nel 1268 Gregorio X. Il palazzo è completato da una stupenda loggia gotica, poggiata su un voltone, aperta all'esterno da quando, secoli fa, crollò il salone retrostante. Caratterizzano la loggia sette archetti ogivali, sorretti da sedici esili colonnine e ornati nella parte superiore da un elegante traforo.

VILLA LANTE-Bagnaia. Concepita nel periodo di massimo splendore dell'arcchitettura del '500, costituisce l'esempio più completo e perfetto dell'idea che è a fondamento del giardino rinascimentale all'italiana. Grande mecenate fu il cardinal Gambara che voleva creare in Bagnaia un luogo di "Delitie". La progettazione viene comunemente attribuita al Vignola. Tra piante a fogliame sempreverde e pietre caratteristiche elemento protagonista è l'acqua associata ad elementi plastici ed architettonici. Da ammirare in modo particolare le fontane del Diluvio, dei Delfini, della Catena, della Tavola del Cardinale, dei Giganti, dei Lumini, del Quadrato e dei Mori.

San Pellegrino. Una passeggiata per le vie di questo quartiere rappresenta un vero e proprio salto nel passato medievale della città, un suggestivo incontro con le forme tipiche dell'architettura dei primissimi secoli del II millennio. L'impianto urbanistico dell'intero quartiere è rimasto inalterato rispetto alla struttura originale. Scale, archetti, porticati e profferli (le caratteristiche scalate esterne delle antiche abitazioni) si alternano nelle viuzze del borgo medievale. Le abitazioni sono costruite con il peperino, pietra di origine vulcanica di colore grigiastro. Il quartiere medievale è stato a lungo un quartiere popolare, abitato da contadini, artigiani e muratori: oggi è sede di numerose botteghe artigiane e gallerie d'antiquariato, e le sue case sono dimora di professionisti ed artisti. Accanto alla chiesa di San Pellegrino, nella torre che sovrasta Palazzo degli Alessandri, ha sede il Museo del Sodalizio Facchini di Santa Rosa.

O R V I E T O


Duomo

Ridente città dell'Umbria verde si eleva su una rupe di roccia tufacea di origine vulcanica che sorge a picco dalla rigogliosa e verdeggiante collina. Il nome deriva da "Hurth-vi-Volthe" che in etrusco  significa  "luogo  sacro  a Velta", centro politico  e  religioso  dell'Etruria,  e  cioè  il celebrato  "Fanum Voltumnae" dove i  popoli  delle Lucumonie solevano adunarsi per i giochi sacri, per i mercati, i concilii politici, le decisioni di guerra. Tra le bellezze artistiche spicca l'imponente Duomo di stile romanico-gotico. Al suo interno è nota la Cappella del Santissimo Corporale, dove è riposta la reliquia del famoso miracolo eucaristico di Bolsena. Nel piazzale sottostante il Duomo vi è il Pozzo di S. Patrizio, fatto scavare da Clemente VII rifugiatosi ad Orvieto durante il Sacco di Roma (1527) allo scopo di provvedere acqua alla città in caso di assedio. Profondo 62 metri e largo 13, ha due scale a chiocciola sovrapposte e indipendenti con 248 gradini. Visita guidata a "Orvieto sotterranea": percorso emozionante nel cuore della città.


CAPRAROLA: PALAZZO FARNESE
Il sontuoso Palazzo Farnese risale al 1559-1575, ed è abbellito da un parco-giardino. Il Palazzo venne eretto su disegno del Vignola, che volle imprimervi il segno della potenza della famiglia Farnese. All'interno si possono ammirare i saloni decorati dagli Zuccari e da altri celebri artisti del Manierismo romano ed europeo.

BOMARZO: PARCO DEI MOSTRI
Il parco dei Mostri di Bomarzo fu ideato dall'architetto Pirro Ligorio su commissione del Principe Pier Francesco Orsini detto Vicino "sol per sfogare il core" rotto per la morte della moglie Giulia Farnese. Le enormi sculture che lo popolano sono scavate in massi di peperino che sembrano quasi generati dal terreno e rappresentano figure inquietanti, legate al mondo onirico,: "facie horrende, elefanti, orsi, orchi et draghi".

TUSCANIA
Graziosa cittadina medievale a 20 km da Viterbo. Visita alle splendide Chiese romaniche di S. Maria Maggiore e di S. Pietro, validissime testimonianze artistiche risalenti all'epoca alto-medievale. Le chiese sono situate su un colle che domina le vallate circostanti, offrendo un panorama suggestivo. Fuori la chiesa si possono vedere molti sarcofagi etruschi. Degni di esser visti sono alcuni affreschi e importanti esemplari di architettura romanica (colonne, altari e volte). Una cripta piuttosto interessante si trova nel basamento della chiesa ed è fatta con colonne di vario stile. La chiesa di S. Maria Maggiore desta interesse per un affresco del XII secolo che ritrae il Giudizio Finale. Da non tralsciare una passeggiata per il borgo medievale.

 

MUSEO ETRUSCO DI TARQUINIA
Visita al Museo Etrusco nel Palazzo Vitelleschi che ripercorre fedelmente la storia della civiltà etrusca con l'esposizione dei reperti in ordine cronologico. Si prosegue con la visita alla Necropoli ricca di tombe affrescate di varie tipologie. Passeggiata lungomare a Tarquinia Lido.

CASTELLO E CONVENTO
DI CELLENO VECCHIO
All'entrata di Celleno Vecchio si incontra il Convento francescano del 1610. Fondato dai Frati Riformati, ora è sede del Centro Comunitario, uno spazio di incontro per convegni e soggiorni. Nella piazza centrale si erge il Castello medioevale degli Orsini.

MONTEFIASCONE
Visita alla Rocca dei Papi, accanto alla poderosa cupola di Santa Margherita. Visita alla chiesa di San Flaviano, eretta in forme romaniche nell'XI sec. su preesistente costruzione pagana e costituita da due chiese sovrapposte. Nel XIII sec. Urbano IV l'ampliò in fome gotiche. All'interno numerosi affreschi e la tomba di Giovanni Defuc (1111) cui è legata la leggenda del vino Est! Est!! Est!!!. Narra la leggenda che un ecclesiastico tedesco, in viaggio verso Roma, avesse ordinato ad un attendente di precederlo e scrivere Est - "c'è" - all'ingresso di ogni città in cui il vino fosse buono. Questi, a Montefiascone, avrebbe scritto: Est, Est, Est!.

Lago di Bolsena
(Lacus Volsiniensis)

E' il lago più grande del Lazio, e il quinto in Italia, con i suoi 114,5 Km©" e un perimetro di 43 Km è in assoluto il più grande lago formatosi in un cratere spento. Si trova a 305 metri s.l.m., ha figura quasi ovale con una larghezza di 12 Km e una lunghezza di 14 Km. Raggiunge una profondità massima di 146 metri ed è caratterizzato dalla presenza di 2 piccole isole, la Bisentina e la Martana, probabili frammenti di orli craterici, ricoperti da macchia mediterranea quasi incontaminata. Dalle acque poco inquinate e ricche di pesci il lago è famoso per la pesca delle anguille. Del resto le anguille con la vernaccia sono un piatto tipico da non perdere assolutamente per chi capiti da queste parti.
Il lago è circondato da una strada panoramica lunga circa 60 Km che collega i centri di Bolsena, Montefiascone (i maggiori), Marta, Capodimonte e Valentano. Si può effettuare un giro in battello, con una sosta all'lsola Bisentina, dove Ranuccio, capostipite dei Farnese, fece erigere un monumento funebre oggi collocato nella cinquecentesca Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo e all'isola Martana, ricordata per la tragica fine di Amalasunta, regina degli Ostrogoti, che, secondo la leggenda, venne fatta uccidere in questo luogo appartato dal marito Teodato.

A Bolsenal, la Basilica di S. Cristina (XI sec.) legata alla storia del miracolo del Corpus Domini, la Cappella del Miracolo di stile barocco, dove erano conservate le reliquie della Santa. Si prosegue verso la roccia vivente della Grotta di S. Cristina, una chiesa del primo periodo cristiano (IV sec.) e visita alle catacombe. All'interno del Castello Monaldeschi del XII sec. si trova il Museo territoriale del Lago di Bolsena.


Montefiascone. Rocca dei Papi


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